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Quando nell'autunno del 2005 studio Infinity Ward ha pubblicato Call of Duty 2, definendo lo standard di riferimento per gli sparatutto ambientati nella Seconda Guerra Mondiale. Sebbene la campagna principale, con il suo sbarco mozzafiato a Pointe du Hoc e la difesa di Stalingrado, offrisse un'atmosfera cinematografica, il vero punto di forza del gioco era il suo fenomenale multiplayer, che ha tenuto incollata la community allo schermo per anni.

Gioco puro senza stampelle

Il fascino del gioco multiplayer risiedeva nella sua assoluta semplicità e nell'enfasi sulla pura abilità. Niente serie di uccisioni, niente vantaggi per le armi o complicati sblocchi di accessori. Il gioco si basava esclusivamente su riflessi fulminei, mira precisa con il fucile a ripetizione Kar98k, il Mosin-Nagant o il fucile d'assalto MP40 e copertura tattica con granate fumogene. La modalità Cerca e Distruggi divenne un pilastro delle guerre tra clan dell'epoca e dei nascenti eSport, dove ogni esitazione significava la sconfitta immediata per la squadra in quel round.

Mappe che hanno definito il genere

L'enorme successo del gioco è stato in gran parte dovuto al suo brillante level design. La soleggiata Tunisina Toujane è indelebilmente impressa nella memoria con battaglie da cecchino sui tetti e corse emozionanti attraverso le strade aperte. Il distrutto francOuza Carentan, con la sua strategica casa a due piani al centro, offriva un'azione di fanteria ravvicinata di prim'ordine. Mappe come Burgundy, Dawnville o la nevosa Stalingrad non facevano che sottolineare la perfetta confezioneancGameplay migliorato.

Call of Duty 2 ha rappresentato un'epoca in cui la vittoria non era determinata dal tempo di gioco o dall'equipaggiamento sbloccato, ma dall'abilità del giocatore. Ecco perché rimane il punto di riferimento insuperabile del genere wargame per un'intera generazione di videogiocatori.

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